ENORIFLESSIONI DA FINE LOCKDOWN

Finalmente ci siamo quasi. Eccolo quello spiraglio di luce in fondo al tunnel del lockdown.
In questi due mesi di clausura, oltre a cimentarmi in ricette laboriose di chef stellati, accompagnate da innumerevoli bottiglie per testare gli abbinamenti più disparati, mi sono chiesta spesso cosa stesse succedendo là fuori, nelle vigne e nelle cantine.

Come ci hanno mostrato i canali d'informazione, la natura si è presa delle rivincite, ha riconquistato territori ed ha continuato il suo corso.
Questo anche in vigna, dove tutto ha seguito il proprio iter consueto, con gemme che hanno dato vita ai tralci, che si sono popolati a loro volta di foglie ed infiorescenze.

Purtroppo non è stata la stessa cosa per la comunicazione e la vendita del vino. Tantissimi, tutti sono gli eventi che sono stati cancellati. Mai come prima d’ora era venuto a mancare il contatto diretto tra produttore e cliente. A causa della quarantena e del distanziamento sociale moltissime aziende non hanno potuto tenere degustazioni ed aprire le porte delle loro cantine a chi volesse visitarle.
Per di più, a queste aziende è stato portato via un altro canale di vendita importantissimo: la ristorazione. Nessuno di noi è più potuto uscire a cena con la dolce metà o con gli amici e ordinare una bella bottiglia.

I vignaioli si ritrovano adesso con i magazzini pieni, i vini dell'annata precedente da imbottigliare, la nuova vendemmia in arrivo e nessuno, o quasi, canale di vendita.

In questo scenario, due sono le facce della medaglia da tenere in considerazione: quella dal lato dei produttori e quella dei consumatori.

I produttori devono imparare a reinventarsi ed aprirsi a quelle soluzioni che mi piace definire smart. I social network, spesso denigrati, sono adesso un validissimo strumento di comunicazione. Non sono paragonabili a una visita in cantina, questo è certo, ma possono colmare e limare la distanza tra produttore e consumatore. Possono creare una connessione e suscitare, non solo interesse, ma anche la voglia di mettere nella lista del prossimo viaggio enogastronomico proprio l'azienda che hanno iniziato a seguire su Instagram.

Non scordiamoci inoltre la capacità di poter raggiungere ogni angolo del globo e farci conoscere digitalmente ovunque.
Internet se usato nella maniera più corretta e proficua può essere uno strumento potentissimo e per questo di fondamentale importanza, ora più che mai, è l'e-commerce.

Dopo la bufera del coronavirus, in tantissimi non avranno più voglia di uscire per andare in un luogo super affollato e rischiare la propria salute. E quindi perché non ordinare i vini del cuore belli comodi dal divano e farseli arrivare direttamente a casa?
Alcuni produttori, solitamente quelli più strutturati, sono già dotati di questi strumenti e di siti internet all'avanguardia.
Ma non è così per tutti. C'è chi ancora non si è minimamente approcciato a questo mondo e che quindi si può trovare tagliato fuori da quello che, sicuramente quest'anno, sarà il canale di vendita principale. C'è anche chi in questo momento non può permettersi di investire nell'online, che comunque ha dei costi di realizzazione e gestione. Va da sé quindi che si può scegliere di appoggiarsi a siti che fanno da tramite, che ci aiutano a colmare il gap con i consumatori. Una soluzione proprio come vigneron.wine.
I produttori, inoltre, non devono fare l'errore di dimenticarsi chi, fino ad ora, i suoi vini li ha venduti e comunicati. Quindi deve anche unire le forze con ristoratori ed enotecari, perché prima o poi torneremo a cena al ristorante e a quel punto, se avremo fatto squadra sarà tutto più semplice.

Veniamo ora a chi i vini li beve. Noi, che siamo stati chiusi in casa. Noi, che abbiamo riscoperto il valore di una passeggiata all'aria aperta. Noi, che abbiamo sentito la differenza proprio dell'aria, più pulita e fresca, durante la quarantena. Noi, che dovremmo aver capito l'importanza della natura. Noi, che siamo i consumatori dovremmo cercare di valorizzare aziende che si preoccupano di lavorare nel rispetto dell'ambiente e della sua tutela.

Tutti dovremmo fare un piccolo investimento per bere meglio e quindi stare meglio prediligendo piccole aziende e realtà che si impegnano, nonostante tutto, per offrirci il miglior prodotto possibile. Noi, siamo quelli che possono fare la differenza scegliendo cosa comprare. Noi, che dovremmo essere più che mai consapevoli che è meglio bere meno, ma bere di qualità. Non dimentichiamoci proprio ora di quelle piccole realtà che hanno bisogno del nostro sostegno, del nostro passaparola, del nostro post su Instagram. Perché noi consumatori o appassionati di vino siamo la loro ricchezza più grande e soprattutto perché se non diamo valore noi ai prodotti della nostra terra, come possiamo pensare che lo facciano gli altri?
Siate enologicamente curiosi, e ricordate che non serve spendere cifre assurde per bere bene. Si trovano ottimi vini con cifre più che ragionevoli, che ci possono far godere come ricci. Quindi comprate e bevete, ma soprattutto fatelo bene e responsabilmente.

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