JAZZ E VINO, TEMPO E PERSONALITÀ: ASCOLTANDO BETTY CARTER

“Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico”, scriveva Molière. Non posso che essere d’accordo con lui, anche se mi sento di dover fare una piccola ma importantissima aggiunta: grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia e può berla ascoltando dell’ottima musica.
Come quella di Betty Carter.
Il suo spirito non fu fermato neanche dall’onda del business degli anni ’60. La sua era pura volontà di evolversi, di trovare il proprio io, la propria unicità, il proprio sound, rimanendo costantemente fedele a se stessa. Ecco cosa accompagna la sua musica - ricerca, rispetto, tempo - elementi di pura autenticità.

Nel jazz la personalità è sostanza primordiale di ogni nota, di ogni sospiro.  Anche Miles Davis insegna, insegna l’uso della sordina per distinguere il suo sound da quello del suo mentore Dizzy Gillespie, la stessa Carter che interpretava le canzoni in tonalità maschili per modulare il suo timbro in registri inconsueti per lei. Insegna la voglia costante di lanciare il cuore al di là degli ostacoli, questo ha sempre differenziato le grandi persone prima dei grandi musicisti. Così, contrariamente a ciò che il popolo si aspettava, Betty Carter fiorì nel 1969 con l’album Finally donando ancora una volta ai suoi valori ed ai suoi principi, una stupefacente autenticità e personalità vocale. 

Jazz o non jazz, se è vero che l’amore vive nella nostra mente, stasera, ci vuole un buon calice di vino ed una preziosa fantasia salina.

In ambito enologico viene chiamato Terroir tutto ciò che delimita i confini del perché di un risultato, forme mutevoli, evoluzioni, contesti. Esattamente come nel vino, anche la musica vive di scommesse, di sfide e di immense emozioni.
La forza della natura è proprio nella sua stessa identità.

E vai con “I can’t help it” Betty Carter.

“Non posso farci niente, sono fatta così... Hai mai considerato cosa fa alla tua tua anima, la vendi quando fai finta di essere qualcun altro. Quindi sii te stesso, mio caro, e chi hai deciso di essere, non farti cambiare da loro. Hanno bisogno di te, non lo vedi…”

“I can’t help it, that’s the way that I am....Have you considered what it does to your soul, you sell it when you play someother’s role. So be your self dear in what you choose to be don’t let them change you they need you can’t you see…”

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