I nostri Vigneron:
Stefano Amerighi

Ho fatto questo vino da uve mature nel vigneto della mia azienda biodinamica nelle campagne di cortona. l'etica aziendale, la totale assenza di correttivi, la pigiatura alla maniera antica, con i piedi, rendono questo vino un vero specchio della mia uva in questa annata

Precursore di un approccio biodinamico, sostenibile ed organico al modo del vino e alla coltivazione della vite, Stefano Amerighi produce da quasi 20 anni Syrah a Cortona. 
Una storia di famiglia la sua, che affonda le radici in generazioni di mezzadri e contadini che nel corso del tempo hanno imparato a conoscere (e ad amare) questo territorio unico al mondo. 
«Dei tre fratelli, mio nonno materno era quello che si occupava della vigna – ci racconta Stefano. – Le mie prime quattro vendemmie fino al 2009, le ho fatte nella sua cantina. Oggi la nuova proprietà può contare su nove ettari di vigna più un appezzamento “all’avanguardia” situato a 850 metri di altitudine sulla montagna cortonese, il monte Ginezzo». 
Ed è proprio l’amore per questa terra che ha regalato a Stefano la passione per la Syrah e ha determinato il suo approccio agricolo: «Il nostro lavoro, il modo in cui trasformiamo l’uva in vino, per quanto visionario, talentuoso e sensibile possa essere, senza un legame profondo con l’ambiente nel quale operiamo, non avrebbe valore, sarebbe solamente legato all’estro e potrebbe essere eseguito in qualunque altra parte del mondo. Quando ho cominciato a lavorare in modo biodinamico nel 2000, nessuno qui a Cortona lo faceva. Alla fine però, dopo il dolore e la fatica che l’apertura di ogni nuova strada porta sempre con sé, quello che resta è la grandissima soddisfazione di aver tracciato un sentiero che anche altri hanno deciso di intraprendere».

La passione per il vino in generale e per la Syrah alla francese in particolare, Stefano la coltiva sin da giovanissimo: «Avevo solo 16 anni quando ho bevuto le mie prime bottiglie con coscienza. Ad oggi conservo nella mia collezione più bottiglie degli altri che mie! L’amore profondo per la Syrah è frutto anche dei tantissimi viaggi che ho fatto in Rodano, patria di questo vitigno nella sua essenza più pura. Potermi concentrare solo su un vitigno mi consente di fare 30, 35 differenti vinificazioni, distribuite su tutte le parcelle dei 9 ettari di vigna. Alla fine arriviamo a fare 30 vendemmie differenti di sola Syrah».

Questo processo di “diversificazione” si basa su una visione “olistica”, collettiva e di stampo steineriano all’interno della quale si parla di “organismo agricolo”: «Frutteti, animali, orto, vigne: ogni componente si relazione con gli altri e con il tutto – continua Stefano. – E questa visione scende ancora più di definizione nel caso della vigna: la parcella, il terreno, il portamento della pianta, ogni elemento è come la sfumatura di una stessa tavolozza che poi determinerà il tipo di vinificazione e affinamento. Sono tanti colori che compongono un unico dipinto, un po’ come faceva Georges Seurat nei suoi capolavori di pointillisme. Il tipo di vinificazione si definisce giorno per giorno, attimo per attimo, sensibilità per sensibilità. Ogni anno è diverso. Il nostro impegno quotidiano è sempre rivolto a sviluppare spirito di osservazione. La nostra sensibilità deve essere costantemente alimentata al fine di individuare le particolarità e le differenze del momento. La terra va assaggiata, va annusata, la pigiatura con i piedi sulle uve deve essere connessa alla natura dell’uva stessa: sono uve più maschili con una buccia più dura? O si tratta di uve femminili?»

Ma l’impegno di Stefano è anche rivolto a tramandare questo sapere alle generazioni future: «Ho avuto modo di vedere come i miei nonni e la mia bisnonna coltivavamo la terra. La mia generazione è l’ultima che ha vissuto con chi lavorava con i buoi. A mia figlia posso solo raccontarlo. Devo raccontarlo. Se questo racconto non viene fatto, si interrompe qualcosa. E purtroppo, in questo caso, i libri non bastano. Fare vino in un modo che possiamo definire a tutti gli effetti “etico”, non può essere fine a se stesso, non può limitarsi alle vendite. Il vino deve esser quella chiave che scopre i veli ad un’agricoltura più sensibile, una nuova attenzione: ambiente sano, con i profumi delle stagioni, con l’alternarsi delle temperature».     

È questa la vera essenza di Cortona e del suo territorio. Un territorio da scoprire percorrendo le sue strade basolate, antichi sentieri lastricati di epoca romana che si inerpicano per la montagna; un territorio da gustare immergendosi nei suoi sapori unici, come quello della chianina, la bistecca alla fiorentina per eccellenza, con il pane inzuppato negli umori della “ciccia” che si raccolgono al centro del tagliere di legno insieme all’olio extravergine, al sale e al pepe; un territorio dai panorami mozzafiato come quello che si gode dalla vigna di Stefano sul monte Ginezzo: se non avete idea di cosa sia la Val di Chiana, dovete salire fin qua su, a quasi 900 metri di altitudine. La vista che si gode sulla valle con il monte Amiata e il lago Trasimeno sullo sfondo è senza eguali. Specialmente al tramonto.

Indirizzo cantina

Poggiobello di Farneta
Cortona
52044 Cortona
Arezzo
Italy

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