I nostri Vigneron:
Villa Sardini

Vini che guardano al futuro, 500 anni di storia e turismo etico: se dovessimo riassumere in poche parole l’essenza più vera e sincera della tenuta, sarebbero queste.

Vini che guardano al futuro, 500 anni di storia e turismo etico: se dovessimo riassumere in poche parole l’essenza più vera e sincera della tenuta, sarebbero queste. Siamo in località Sardini sulle dolci alture che circondano Lucca; qui da secoli si coltivano viti ed olivi e negli ultimi anni si guarda anche ad un futuro in cui l’inclusione sociale sia alla base del fare quotidiano, e la diversità non sia più qualcosa che allontana e spaventa ma crei valore aggiunto ed arricchisca la qualità della vita.

«Quello che cerco di fare tutti i giorni – ci racconta Francesca Bogazzi, rappresentante della quinta generazione dedita alla Tenuta di Pieve Santo Stefano – Villa Sardiniè di esprimere nei miei vini un pezzo di storia della tenuta e contemporaneamente offrire uno sguardo sul futuro legato al Progetto Scipione – Autismo over 18, che è quello che dà il senso più profondo al lavoro quotidiano portato avanti dall’azienda. Questo progetto prende nome da uno dei personaggi leggendari della famiglia Sardini, quello Scipione Sardini, appunto, che nel ‘500 fu ministro delle finanze di Caterina dei Medici e in seguito di suo figlio, re Enrico III. Scipione Autismo over 18 è rivolto ai giovani adulti affetti da questa neurodiversità e mira a creare un futuro di inclusione per i nostri figli anche in ottica futura, per un dopo-di-noi».

Con una laura in fisica alle spalle e 15 anni di vita vissuta a Parigi, Francesca è tornata “alle origini” nel 2010 per riprendere in mano l’azienda un tempo appartenuta al nonno. Supportata anche dalla competenza e dall’aiuto dell’enologo Lorenzo Landi, nel giro di qualche anno l’ha rinnovata sia in vigna che in cantina.

«Il micro-terroir di Villa Sardini è eccezionale – continua a raccontarci. – Siamo circondati da una natura incontaminata ricca di fauna e di struggente bellezza, senza dimenticare che ci troviamo al centro di un territorio vocato alla coltivazione della vigna e dell’oliveto sin dai tempi dei romani. Ci sono forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, e in estate si alza ogni pomeriggio un vento termico che tenendo lontane le fitopatie, favorisce l’agricoltura biologica oltre alla qualità della vita. Non ci piace l’improvvisazione. Tutto il lavoro, mio e della mia instancabile squadra, tende a valorizzare questo territorio attraverso i nostri vini. Per questo anno dopo anno ci impegniamo a conoscere sempre di più ogni singola microparticella. La ricerca costante del miglioramento è l’anima che da sempre contraddistingue l’unicità di Villa Sardini».

Quando le si chiede quale sito culturale visitare, ci risponde che cultura e storia attengono a Villa Sardini al pari del vino e dell’olio: «A Villa Sardini tutto respira storia e cultura: da Scipione Sardini che nel XVI secolo divenne banchiere in Francia, a Giacomo Sardini, personaggio “leopardiano” a metà strada tra l’illuminismo e il romanticismo; dal pittore Lorenzo Viani, originario della Pieve, che raccontò questa terra e i suoi vini, al poeta Shelley, spesso ospite della famiglia Sardini, che pensò al nostro vento termico nella sua poesia “Ode al Vento dell’Ovest”. Per questo penso che la Cappella Sardini sia il posto da visitare. Questa sorta di mausoleo che Ludovico e Giacomo – zio e nipote – eressero in commemorazione dei 50 anni di lavoro che impiegarono per la realizzazione dell’intero complesso architettonico della Tenuta, racchiude per me tutto il fascino della storio di questo luogo».

Un luogo che ci regala anche scorci impareggiabili sul paesaggio circostante, aggiungiamo noi. Come la vista che si gode sulle mura di Lucca dalle Vigne dei Cabernet Franc a Carignano, o quella sulla Pieve di Santo Stefano dalla vigna del Syrah.

Per staccare dallo stress di una quotidianità iperattiva, Francesca ci suggerisce di regalarci un soggiorno in uno degli appartamenti da loro destinati all’accoglienza degli ospiti e di ritagliarci un paio d’ore per andare a leggere qualche pagina di un buon libro nell’orto invernale, tra le vigne del Syrah e del Sangiovese, proprio sotto il muro in rovina della Villa Sardina, là dove un tempo si collocavano i fastosi giardini alla francese progettati da Giacomo. Un posto riparato dove si sta bene anche nei mesi invernali.
Magari al rientro potremmo gustare un piatto di garmugia, la zuppa lucchese piuttosto sostanziosa preparata con le verdure dell’orto.

Ma se vogliamo veramente apprezzare l’essenza più intima e profonda dell’azienda Pieve Santo Stefano, Francesca ci invita a partecipare ad un laboratorio inclusivo del Progetto Scipione: «conoscere la squadra di operatori e ragazzi: ballare con loro le danze popolari, condividere esperienze di permacultura, scoprire le erbe aromatiche, fare il pane e la pizza nel forno a legna coinvolgendo anche gli ospiti che soggiornano a Villa Sardini… solo così si può dare un contributo personale alla costruzione di un’inclusione viva e reale, solo così si può capire veramente tutto il valore che questi giovani adulti hanno portato e portano quotidianamente alla nostra azienda».

Servizi cantina

Wine tasting su prenotazione

Degustazione tagliere di salumi e formaggi su prenotazione

Visita della vigna e della cantina su prenotazione

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Indirizzo cantina

Via della Pieve Santo Stefano, 5427
55100 Lucca
Lucca
Italy

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